INFLUENZA DELLE DIETE RESTRITTIVE SULL’INTESTINO

INFLUENZA DELLE DIETE RESTRITTIVE SULL’INTESTINO

Sono la dott.ssa Maria Luisa Scarabelli, biologa nutrizionista a Milano. Spesso affrontiamo il tema dell’influenza delle diete restrittive sull’intestino.

In studio aiuto ogni giorno persone con disturbi intestinali o che desiderano dimagrire in modo sicuro, senza compromettere l’equilibrio del Microbiota.

Negli ultimi anni la ricerca ha chiarito che seguire diete restrittive per troppo tempo e senza controllo specialistico può alterare la comunità di microrganismi che abita il nostro intestino (Microbiota) e, di conseguenza, incidere sulla salute generale. L’influenza delle diete restrittive sull’intestino è ormai ben documentata.

Low FODMAP e altre diete “povere”

La dieta Low FODMAP, (dieta indicata per la sindrome dell’intestino irritabile – IBS – ) utile in fase iniziale per ridurre i sintomi della sindrome dell’intestino irritabile (IBS), limita molti alimenti ricchi di fibre fermentabili (in particolare i MACs). Se protratta oltre il necessario e senza un piano di reintroduzione, può favorire:

  • riduzione dei batteri produttori di acidi grassi a catena corta (SCFA), nutrienti essenziali per le cellule intestinali;
  • indebolimento della barriera intestinale, con maggiore passaggio di molecole “indesiderate”, attivazione del sistema immunitario e infiammazione;
  • assottigliamento del muco protettivo, che aumenta la vulnerabilità alle infezioni;
  • carenze di vitamine (A, gruppo B, D) e minerali (calcio, ferro, zinco), se la selezione degli alimenti non è ben bilanciata.

Il punto non è “demonizzare” la Low FODMAP (o altre diete terapeutiche), ma usarle nel modo giusto: fase di eliminazione breve, reintroduzione graduale e personalizzata, monitoraggio dei sintomi e dell’adeguatezza nutrizionale. Questo è ciò che faccio con i miei pazienti in studio, adattando il percorso alla storia clinica e all’anamnesi.

Chetogenica prolungata e dieta “senza lattosio”

Anche interventi come la chetogenica (utile in contesti selezionati tipo l’obesità) o la dieta a ridotto contenuto di lattosio possono, se mantenuti a lungo e senza supervisione, ridurre la varietà del Microbiota e sbilanciare l’apporto di fibre e micronutrienti, dimostrando così l’influenza delle diete restrittive sull’intestino. Nella pratica clinica, quando ricorro a protocolli restrittivi lo faccio per il tempo strettamente necessario, programmando poi un rientro a un’alimentazione varia e ricca di fibre compatibile con la tolleranza individuale.

Come lavoro in studio

  1. Valutazione iniziale: anamnesi completa, diario dei sintomi, stile di vita, terapie in corso.
  2. Utilizzo della bilancia: impedenziometrica
  3. Piano nutrizionale personalizzato: se serve una fase restrittiva, la programmo e delimito; parallelamente curo l’adeguatezza di vitamine e sali minerali.
  4. Strategia “fibre & SCFA-friendly”: inserisco fonti di fibre tollerate (quantità, tipo e timing personalizzati) e probiotici per sostenere la produzione di SCFA senza riaccendere i sintomi.
  5. Reintroduzione e mantenimento: re-introduco gli alimenti in maniera guidata e graduale, così da allargare la dieta, migliorare la qualità di vita e preservare il Microbiota e minimizzare l’influenza delle diete restrittive sull’intestino.
  6. Integrazione mirata (se indicata): prebiotici, probiotici e, quando necessario, vitamine/minerali vengono valutati caso per caso.

Messaggio chiave

Le diete restrittive non sono “per sempre”. Possono essere strumenti utili, ma vanno prescritte e seguite da uno specialista, con controlli regolari e un piano di rientro. Una dieta equilibrata e ricca di fibre adeguate è la base per un intestino in salute nel lungo periodo.

Dove ricevo

Ricevo su appuntamento.

– Email: marialuisa_scarabelli@fastwebnet.it
Se stai affrontando IBS o altri disturbi intestinali, o desideri dimagrire senza rischi per il microbiota, possiamo costruire insieme un percorso su misura.

La dieta Low FODMAP va seguita per sempre?

No, è una fase temporanea con reintroduzione guidata e personalizzata.

Quali sono i rischi delle diete restrittive protratte?

Possibili carenze nutrizionali, riduzione di SCFA, aumento dell’infiammazione e peggior controllo dei sintomi.

Posso effettuare l’impedenziometrica a Milano?

Sì, è disponibile nella sede di  Primaticcio.

In quale sede ricevete a Milano?

Viale Bligny 15 (zona Bocconi) e Viale Legioni Romane 65/2 (zona MM Primaticcio).

Solo su appuntamento.

Partecipazione convegno settembre/ottobre 2025

Attestati:

alterazioni croniche del transito intestinale il ruolo del microbiota

asse microbiota intestino cervello e psicobiotici

il microbiota all’inizio della vita

il ruolo del microbiota nella disbiosi fermentativa

microbiota infiammazione e patologie metaboliche

Microbiota modulatore asse intestino vie urogenitali

© Dott.ssa Maria Luisa Scarabelli – Biologa Nutrizionista, Milano.